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Franco Perrelli, August Strindberg: Il teatro della vita

Spesso tutta la mia vita mi sembra messa in scena perché possa patirla e perché possa descriverla” (lettera a Emil Schering, 2 aprile 1907).

Fin dall’incipit è chiaro che si tratta di un saggio di taglio bibliografico: senza alcuna prefazione, senza un preludio sull’infanzia e la giovinezza di Strindberg, il testo ci conduce subito alla trattazione delle sue prime prove come scrittore.
Ogni capitolo tratta di un’opera, o più di una nel caso in cui siano cronologicamente vicine e tematicamente affini; la suddivisione complessiva in quattro parti ripercorre le fasi più importanti attraversate da Strindberg:

  1. Scrivere per colpire (1869-1885)
  2. Il combattimento di cervelli (1886-1893)
  3. Uno scrittore religioso (1894-1901)
  4. Il più moderno dei moderni (1902-1912)

Perrelli compie così una ricognizione dell’intera produzione strindberghiana: i temi, l’evoluzione dello stile dell’autore e del suo pensiero sono analizzati con precisione, con l’ausilio di un ampio corredo di citazioni ben integrate nel testo e molto puntuali nel cogliere i punti focali di ciascuna opera. Perrelli dimostra una conoscenza virtualmente perfetta non solo della sterminata bibliografia dell’autore svedese (72 i volumi dell’edizione critica, diecimila le missive dell’epistolario) ma apparentemente anche degli scrittori, drammaturghi, filosofi, psicologi, intellettuali, alchimisti […] che nel corso della vita lo influenzarono: Strindberg era un genio e un innovatore, ma (o meglio: quindi) era anche estremamente ricettivo ai fermenti della sua epoca.
Il problema di questo saggio è che lo spazio è tiranno, e nonostante la limpidezza dell’esposizione 176 pagine sono davvero troppo poche per dedicare più di qualche pagina alle opere maggiori e qualche paragrafo a quelle minori. Ma d’altro canto un saggio dev’essere anzitutto utile, e in quest’ottica Perrelli ha conseguito un risultato pressoché titanico. Strindberg ha scritto moltissimo, e credo che alcuni testi non siano nemmeno disponibili in traduzione; una panoramica come questa, competente ma snella, è imprescindibile. A fini consultivi sarebbe forse stato utile un indice dei nomi, soprattutto in considerazione del numero di persone e di opere citate; ma dopotutto il saggio è breve, organizzato chiaramente in paragrafi di facile consultazione, e non è complicato ritrovare un determinato brano.

L’introduzione a Strindberg, ed. Laterza 1990, ISBN 8842036552, è la prima versione di questo stesso saggio.

Franco Perrelli
August Strindberg: Il teatro della vita (1990)
pp. 176, €10,5
Iperborea, 2003

Giudizio: 4/5.

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