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Nico Naldini, Idillio trevigiano

Non è una città di pietre squadrate, monotona e fredda, ma intrecciata alla mobile e cangiante filigrana d’acqua, con smeraldi interposti dovunque d’alberi e di giardini, convince d’essere piuttosto un parco d’incantesimi.

Pubblicazione che accosta con grande eleganza editoriale brani selezionati dello scrittore trevigiano Giovanni Comisso alle fotografie tanto del Fondo Giuseppe Mazzotti quanto dello stesso Fondo Comisso-FAST (Fondo Archivio Storico Trevigiano).
Entrambe le fonti restituiscono nel dettaglio un tempo in cui la città vecchia era ancora viva, e non una vetrina svuotata da vent’anni di desertificazione leghista.
Comisso era un autentico trevigiano, amante della cucina e della compagnia dotta ma bonaria; un uomo sedotto dalla bellezza e dalla poesia di ogni attimo e di ogni scorcio, capace di cogliere la profonda umanità di ciascun paesano incontrato fugacemente. Le sue parole lievi e sensibili descrivono con sapiente accuratezza una città di cui non sono mai stato fiero e che ho imparato ad amare solo attraverso occhi altrui.
Il volume del resto non è dedicato alla sola Treviso ma a tutti i luoghi della Marca cari a Comisso: il Piave, Asolo, i colli, la Marca orientale e Zero Branco, dove lo scrittore aveva la sua casa di campagna. E, come i pittori della scuola veneta più volte citati, lo scrittore evoca con poche e toccanti pennellate la laboriosità contadina e mercantile, le bellezze naturali, e tutti i minuziosi particolari che hanno ispirato tanto la letteratura quanto la pittura delle nostre terre.
Ogni singolo brano meriterebbe d’essere citato; per ragioni personali non posso fare a meno di riportare la descrizione del Montello “simile a un’enorme balena arenata”.

Idillio trevigiano
testi di Giovanni Comisso, fotografie del Fondo Giuseppe Mazzotti e del Fondo Comisso-FAST, a cura di Nico Naldini
pp. 96
Veneto Comunicazione, 2008

Giudizio: 4/5.

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