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Niklas Asker, Il giorno in cui non ci incontrammo

TCBF 2011
Generalmente nelle mie recensioni non parlo dell’occasione in cui ho comprato il libro. Fanno eccezione i casi in cui ho incontrato l’autore.
Ho conosciuto Niklas Asker al Treviso Comic Book Festival 2011, in occasione dell’apertura della mostra collettiva sulla Svezia, per la quale ha realizzato il manifesto. Per la prima volta al TCBF c’era un ‘padiglione nazionale’ e sono ben felice che fosse dedicato alla Svezia.
Oltre a Niklas ho incontrato anche gli altri tre autori presenti: Max Andersson, Knut Larsson ed il più vecchio, e irresistibile, Olle Berg. Tra i partecipanti alla mostra, Asker è forse quello con il tratto più tradizionalmente anglosassone, sotto l’influenza (a quanto lui stesso mi diceva) delle sue principali letture.

Second Thoughts
Ovvero Ripensamenti, è il titolo originale di questa graphic novel, che Niklas ha scritto direttamente in inglese (!) per poi tradurla in svedese per il mercato interno. A riprova della dimensione ormai internazionale delle nuove leve sfornate dalla Comics Art School di Malmö, dove anche lui si è formato.
Uno dei ragazzi del TCBF mi ha descritto l’opera come “una specie di Sliding Doors”, che secondo me è piuttosto fuorviante. E mi ha pure portato a sospettare che lui abbia frainteso la storia… come del resto più di qualcuno, a giudicare dalle recensioni che si leggono in rete. Va detto che il plot è piuttosto complicato, e occorre fare molta attenzione per non perdere il filo della vicenda, tra realtà e metanarrazione, scarti cronologici e situazioni sovrapposte.

Jess e John s’incontrano casualmente a Stansted. Lui è un fotografo freelance, lei una scrittrice; lui è in partenza per New York, lei aspetta una persona che da NY sta tornando. Si scambiano poche frasi e l’incontro s’interrompe bruscamente. Ma avrà conseguenze impreviste per entrambi…
I personaggi sono costantemente in movimento tra NY e Londra, al seguito di rockstars emergenti sempre in tour; la vicenda segue soprattutto le loro vicende sentimentali. Come chiudere una relazione ormai sterile? “È terribile scoprire di non amare più qualcuno”, come pensa tra sé uno dei personaggi. I momenti di svolta della vita portano spesso a scelte sofferte, dolorose a volte anche per chi ci è vicino. E “ogni giorno abbiamo dei ripensamenti”. Una riflessione toccante, che elabora anche il valore terapeutico della creazione artistica.

La maturità del tratto di Asker penso sia chiara, a questo punto. L’aspetto migliore di questa graphic novel (e al di là di ogni snobismo à la page ci tengo a ribadire la definizione) rimane però la narrazione: una vicenda bellissima, delicata e profonda, maneggiata con notevole savoir faire in quella che rimane l’opera di un esordiente.
Accidenti a questi svedesi.
Ed ora devo procurarmi qualche opera di Knut Larsson: il suo delizioso Kolonialsjukhuset è andato a ruba; e pensare che ero forse l’unico tra il pubblico che avrebbe avuto qc speranza di capire il testo svedese.

Niklas Asker
Il giorno in cui non ci incontrammo

traduzione di Irene Pepiciello
pp. 80, €12
Elliot, 2011

Giudizio: 3/5.

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